Palazzina Masieri: forme ed angoli

Leggi la voce dell’esperto: Alberto Ferlenga, rettore dell’Università IUAV di Venezia e delegato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Masieri.

L’interno della Palazzina Masieri è stato ripensato da Carlo Scarpa e completato nel 1983 dopo che un progetto iniziale dell’architetto americano Frank Lloyd Wright era stato respinto dal Comune veneziano. Originariamente intesa come residenza privata di Angelo Masieri, laureato in architettura, e di sua moglie, dopo la prematura scomparsa di Masieri, il desiderio era che la Palazzina ospitasse studenti internazionali di architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). La Palazzina rappresenta l’interpretazione iconica di Scarpa dello spazio interno che convive con una storica facciata veneziana.
La voce dell’esperto: Alberto Ferlenga, rettore dell’Università Iuav di Venezia e delegato del Consiglio di amministrazione della Fondazione Masieri.

Come interpreta Scarpa la città di Venezia e la sua storia per la Palazzina Masieri?
Come in altri progetti in cui Scarpa sviluppa lo spazio interno, la Palazzina Masieri testimonia la sua capacità di interpretare l’ambiente spaziale e la luce. Questi elementi, così tipici degli interni veneziani, soprattutto nel loro rapporto con l’acqua, caratterizzano questo edificio e la Fondazione Querini Stampalia. Scarpa è stato uno dei principali interpreti della preziosità della città nella quale la sua massima espressione si ottiene attraverso i dettagli e l’uso dei materiali.

Cosa ti colpisce di più quando visiti lo spazio della Palazzina?
Quando si visita la Palazzina, la sensazione principale è quella di uno spazio non tradizionale, ma allo stesso tempo non totalmente estraneo alla città. Oltre a ciò, il rapporto tra l’involucro originario dell’edificio e il nuovo intervento di Scarpa all’interno dimostra inclusività nel suo legame tra pareti e aperture esistenti. Tuttavia, l’uso di materiali contemporanei mette in evidenza la differenza tra ciò che è nuovo e ciò che era preesistente.